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La Giornata della Memoria dell’Ipia di Colleferro

tratto da Cronache cittadine
Colleferro Giornata della Memoria Ipia 10COLLEFERRO (RM) – Sulle note del sax suonato da Matteo Margognoni ha avuto inizio la "Giornata della Memoria" che si è tenuta Mercoledì 9 Marzo presso l'Aula Magna dell'Ipia Paolo Parodi Delfino di Colleferro in collaborazione con Anpi Sezione di Colleferro "Staffetta Partigiana".

Un evento particolarmente emozionante e commovente, che alla musica ha fatto seguito, a cura delle docenti Tiziana Pontesilli, Emilia Marconcini e Alberta Tummolo, la lettura di "tante piccole storie", tratte dal libro "Eravamo ebrei – Questa era la nostra unica colpa", un testo autobiografico di Alberto Mieli scritto con la collaborazione della nipote Ester (ed. Marsilio).

Mieli, nato nel 1925, arrestato per caso a Novembre del 1943 è ormai uno degli ultimi ebrei romani sopravvissuti all'inferno di Auschwitz, ricorda la vita in una Roma nazifascista, le leggi razziali e il giorno in cui è stato portato via dalle SS, dopo il tragico 16 Ottobre 1943.
Racconta l'arrivo nei campi, l'odore acre dei corpi che bruciavano nei forni crematori in funzione tutti i giorni, parla del lavoro giornaliero e stremante, dei corpi senza vita ammassati gli uni sugli altri, della stanchezza e della fame continua e cieca che ha portato alla pazzia e poi alla morte migliaia di deportati.

"Piccole storie", tragiche storie della Shoah raccontate 70 anni dopo, perché solo il trascorrere del tempo è riuscito a far superare all'autore il rifiuto di parlare degli orrori vissuti in giovinezza, riuscendo ad aprire l'archivio di quei ricordi indelebili.

Dopo i saluti ed i ringraziamenti della Dirigente Scolastica Prof.ssa Patrizia Fiaschetti, il Sindaco Pierluigi Sanna ha preso la parola per ricordare l'importante significato che questa giornata riveste, ricordare per non dimenticare le atrocità che hanno vissuto donne, bambini, anziani, uomini, semplicemente persone private brutalmente della loro dignità.

Si è poi soffermato su pagine di storia forse poco conosciute, come le vicende di cui furono protagonisti i soldati italiani che non aderirono alla Repubblica di Salò, gli internati militari italiani, inviati nei campi di concentramento tedeschi, o quella dei soldati distaccati nell'isola greca di Cefalonia che, all'indomani dell'Armistizio di Cassibile dell'8 Settembre 1943, furono trucidati dalle truppe tedesche, perché si opposero al loro tentativo di disarmo.

Atteso ospite Giorgio Ajò classe 1937, esponente della comunità ebraica di Roma e membro del "Progetto Memoria" che si rivolge in particolare alle scuole e alle istituzioni dell'Italia centro-meridionale per la diffusione e lo sviluppo dello studio e della memoria della Shoah.

Era solo un bambino di cinque anni nell'ottobre del 1943, ma ricorda con grande lucidità il cambiamento di vita all'entrata in vigore delle leggi razziali, quando entrambi i genitori furono privati del loro lavoro e lui come tutti i bambini e ragazzi ebrei, impossibilitati a frequentare le scuole di ogni ordine e grado.
Giorgio Ajò ha proseguito il suo racconto, lui e la sua famiglia non hanno fortunatamente vissuto le atrocità della deportazione e dell'internamento nei campi di sterminio, ma il suo compito oggi è di raccontare quelle atrocità ai giovani affinché la consapevolezza di quanto accaduto non permetta il ripetersi di simili eventi. Sono stati quindi proiettate foto scattate durante un "viaggio della memoria" con le scuole romane, che gli studenti hanno seguito con grande attenzione e partecipazione.

Di grande impatto emotivo l'ascolto di "Vola indietro nel tempo", ricordi del periodo di guerra della Sig.ra Margherita Salvagni a Carpineto Romano, suo paese natale, letti dalla Prof.ssa Tummolo, sua figlia.
Ancora momenti musicali e le esibizioni di Hip Hop eseguiti da Verducci Omar e Feliciello Francesco, prima della proiezione del video "Bartali e Coppi" ed in chiusura di manifestazione uno struggente brano eseguito alla tromba da Macali Fabio.

Eledina Lorenzon